Inseparabili, come svezzarli

Il nido è pronto!

Dopo qualche mese di convivenza la tua coppietta di inseparabili ha concretizzato il suo primo (vostro!) sogno d’amore e la femmina ha deposto il primo uovo.
Hai predisposto un piccolo nido in betulla con dell’ovatta e hai messo a loro disposizione delle foglie e ramettini e hai cercato informazioni su come aiutarli a portare avanti questa prima covata che può contare fino a 4, 5 ovetti.
Bene se hai preso un tappetino riscaldante per mantenere una temperatura ambientale adeguata alla schiusa e le hai osservate scurirsi e venarsi mentre aggiungevi un pò di calcio alla dieta genitoriale per evitare che sentissero il bisogno di sfamarsene.
Dopo il primo uovo, a distanza di un paio di giorni è arrivato il secondo e infine hai ammirato la coppietta intenta nella cova.

Sono arrivati!

Fortunatamente il guscio è rimasto abbastanza idratato dall’ambiente non troppo secco per consentire al primo pullo di affacciarsi con la sua testolina rosata, appena coperta da qualche piumetta grigia. Ora bisogna aiutarlo a crescere!

Il pastoncino del pullo felice

Da quando hai la tua coppietta di inseparabili hai imparato, soprattutto in inverno, a variarne la dieta aumentando i semi di girasole o arricchendola di proteine, comprando farine di pesce o proteiche in commercio per l’alimentazione dei pappagalli (o umana). Metterai ancora più attenzione con i piccoli pulli di casa!

Genitori inseparabili

La capacità di cura della prole degli inseparabili è affascinante: da subito i genitori prepareranno nel loro gozzo una sostanza lattiginosa via via più densa per sfamare i piccoli ma se la covata è numerosa potrà essere difficile per loro e gli ultimi arrivati potrebbero rimanere indietro.
Oppure potresti notare che uno dei due adulti è un picatore e si mostra aggressivo magari nei confronti del primogenito. In questo caso ti converrà separare i piccoli dai genitori (meglio dopo due o tre settimane dalla schiusa)e dovrai nutrirli artificialmente con una siringa (privata dell’ago ) da 5 ml.

L’alimentazione di supporto e lo svezzamento

In vendita trovi farine già pronte (o preparale tu) mescolando miglio, avena, riso, grano saraceno, mais. Per gli agapornis adulti puoi anche preparare l’impasto con pane grattugiato, fette biscottate sbriciolate, biscottini, miele ma per i pulli usa attenzione e gradualità. In particolare ricordati di non lasciare grumi nella pappina perché potrebbero intasare il primo tratto del tubo digerente (il gozzo dove si deposita inizialmente il cibo). Puoi aggiungere polline, propoli, germe di grano, e man mano che i pulli crescono osservandone piumaggio e feci puoi unire erbe in polvere e frutta fresca.

Per crescere necessitano di una buona quota di proteine quindi sbriciola nell’impasto dell’uovo sodo e usa farine per insettivori o a base di pesce o carni bianche.
Mescola la farina con acqua a 38, 39 gradi evitando grumetti quindi sufficientemente liquida per non intasare il gozzo ma abbastanza densa da nutrire.
Prendendo in mano il piccolo tieni la testolina tra pollice e indice delicatamente, facendo scendere piccole gocce di pastoncino (denso come yogurt) dalla siringa inserita a lato del becco. Se il pullo mostrerà di collaborare deglutendo stai facendo un buon lavoro. Durante i pasti (le prime volte basteranno pochi ml) monitora costantemente il gozzo: non dovrà gonfiarsi troppo e risultare teso (pregiudicherebbe la sopravvivenza infettandosi o soffocandoli). Evita i rigurgiti quindi sii graduale e regolare, procedendo più volte al giorno.

Mantieni un ambiente intorno ai 28 gradi: non sprecheranno energia per innalzare la temperatura corporea. Pesali quotidianamente alla stessa ora e controlla sempre feci piumaggio
Dopo il primo mese metti a disposizione acqua fresca e un pò di pastoncino, sostituendoli sempre prima della formazione di muffe o fermentazioni.
A 6, 8 settimane potrebbero beccare le prime spighe di panico o sbucciar i primi semi…svezzamento compiuto!