Tutti possono praticare immersioni?

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Le immersioni possono essere praticate da tutti, a patto che – ovviamente – le condizioni fisiche e psicologiche siano compatibili con questo tipo di attività. Ce ne parla meglio l‘associazione Life Academy. Per quel che riguarda i limiti di età, i brevetti Junior possono essere conseguiti a partire dai 10 anni, mentre dai 15 anni in poi vengono rilasciati i brevetti standard. La capacità di nuotare e la familiarità con l’ambiente acqua sono due ulteriori parametri che è bene tenere in considerazione prima di cimentarsi in una immersione. Nella parte iniziale di un corso di scuba diving è essenziale dimostrare di riuscire a rimanere a galla per una decina di minuti e di essere in grado di nuotare per 200 metri.

Se si teme di non sentirsi sicuri in mare come si vorrebbe, non c’è niente di cui preoccuparsi: è sufficiente seguire delle lezioni in piscina prima che il corso cominci, in modo tale da acquisire una maggiore abilità in acqua. Non ci sono differenze di genere per le immersioni: donne e uomini vi si possono dedicare in egual modo. Per quanto riguarda le persone più anziane, è ovvio che le prestazioni fisiche con il trascorrere degli anni si riducono: con l’età la forma fisica cala, ma questo non è di per sé un buon motivo per dire addio all’attività subacquea. Ciò su cui ci si dovrebbe concentrare è la tolleranza all’esercizio, che è correlata alla condizione fisica e che deve permettere di rispettare livelli di performance tali da non rendere pericolosa alcuna situazione di immersione.

Il massimo assorbimento di ossigeno e la massima frequenza cardiaca, per altro, cominciano a diminuire già prima del trentesimo anno di età, quando inizia a ridursi anche la funzione polmonare. Questo vuol dire che la massima capacità di lavoro si abbassa, il che potrebbe rappresentare un problema a fronte dell’esercizio sostenuto che è richiesto ai subacquei. In altri termini, chiunque ha la possibilità e il diritto di cimentarsi nelle immersioni, ma solo a condizione di saper riconoscere e gestire le proprie capacità e la propria forma fisica.

La subacquea ricreativa è destinata unicamente ai soggetti in buona salute, ma non deve implicare mai un rischio troppo elevato. Non va dimenticato che a mano a mano che si invecchia si diventa più suscettibili rispetto a lesioni scheletriche e muscolari, e in più cresce la frequenza dei disordini di natura metabolica o di carattere vascolare. Per le persone più in là con gli anni, quindi, le immersioni devono essere caratterizzate dal ricorso a una protezione termica adeguata in considerazione del fatto che in vecchiaia diminuisce la capacità di tollerare i cambi di temperatura.

Non solo: i sub in terza età dovrebbero allenarsi in modo regolare, ma comunque sotto la supervisione di un medico. Una buona forma fisica è comunque richiesta ai sub di tutte le età, mentre quando si ha a che fare con una condizione che può favorire un incremento del rischio non è mai una cattiva idea quella di accrescere il margine di sicurezza, riducendo la quantità di immersioni ripetitive o comunque diminuendo il tempo trascorso sul fondo.