Quando i giocattoli diventano rifiuti speciali

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Quando i giocattoli diventano rifiuti speciali

Uno degli errori più comuni nella raccolta differenziata degli oggetti in plastica è il conferimento dei giocattoli nel bidone della plastica; sebbene la maggior parte dei giocattoli sembra essere realizzata in plastica, si tratta di una tipologia di plastica non riciclabile e non differenziabile, anzi molto spesso per la realizzazione dei giocattoli si utilizzano materiali derivanti da sostanze tossiche che dovrebbero essere smaltiti come rifiuti speciali. Lo smaltimento dei rifiuti a Roma, di cui si occupano aziende specializzate come Nieco è sempre più frequentemente un fatto di cronaca che ha anche a che fare con l’import di prodotti contraffatti e giocattoli pericolosi made in China.

I giocattoli pericolosi di origine cinese

I giocattoli cinesi non sono pericolosi per antonomasia, ma lo diventano nel momento in cui le normative cinesi sulla sicurezza dei prodotti e dei materiali sono molto lontane da quelle europee, i controlli sono più blandi, e la soglia di tolleranza è più alta rispetto all’impiego di alcuni materiali come plastiche speciali o tossiche derivanti dal riciclo di coperture di serre arricchite di fitofarmaci e pesticidi.

I giocattoli di provenienza cinese sono nella maggior parte dei casi prodotti dal riciclo dei teli da serra. La Cina è una grande fucina e produce 1/5 di tutto quanto viene prodotto sulla Terra; per poter mantenere i suoi ritmi di crescita e la produzione, il Paese necessita di materie prime che non sono infinite e illimitate, quindi si ricorre ai materiali riciclati che spesso sono mescolati ad altre materie prime e sono trattati senza accurate normative sanitarie e senza corrette procedure di recupero.

Il materiale plastico che se ne ricava è utilizzato proprio per la produzione di giocattoli per bambini e prodotti di largo consumo dai barattoli alle scarpe. Ulteriore conseguenza della lavorazione impropria di materiali di recupero per ricavarne la plastica è la contaminazione delle acque in cui si scaricano i resti di produzione che finiscono direttamente nei canali di irrigazione dei campi con conseguente inquinamento anche dei prodotti ortofrutticoli di esportazione.

Come limitare i danni

Alcuni paesi come Cina e Stati Uniti – i maggiori produttori di beni e servizi nel mondo – sono anche gli stessi che, però, tutelano meno i consumatori relativamente alla normativa sul riciclo e il riutilizzo della plastica e sulla composizione delle materie plastiche (è noto che alcuni tipi di plastica contengono sostanze cancerogene).

L’Europa è, invece, molto attenta alle problematiche ambientali e della salute avendo messo a punto una serie di “disciplinari” per il corretto recupero e smaltimento della plastica. Per quanto riguarda la salute dei più piccoli e per evitare che i giocattoli diventino rifiuti speciali sarebbe opportuno scegliere prodotti a marchio CE (sempre se non contraffatti) di cui sono note le procedure di recupero. I prezzi dei giocattoli a norma sono più alti perché sul prezzo di acquisto è inclusa la tassa sul riciclo proprio per coprire le spese di smaltimento.