Rifiuti edili, come si possono smaltire

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Sono tantissimi gli italiani che annualmente effettuano lavori di ristrutturazione per la propria casa, cercando di renderla migliore e più comoda o tecnologica. Durante questo genere di interventi tuttavia si tendono a produrre anche dei rifiuti, che non sono semplici da smaltire e che sono costituiti da vari tipi di elementi di scarto, chiamati rifiuti edili appunto. Un’ulteriore attenzione è richiesta anche in quelle strutture più vecchie, dove si potrebbe trovare anche del pericoloso amianto.

Nel caso si dovesse ricorrere allo smaltimento dell’amianto a Roma o in altre località, è necessario fare eseguire questa operazione delicata a professionisti del settore, come quelli di Nova Ecologica nella Capitale, in considerazione dell’elevata pericolosità di questa sostanza. Comunque, anche smaltire rifiuti edili richiede una certa attenzione e si devono seguire alcune regole importanti. Andiamo quindi a scoprire come si svolge tutto questo.

Smaltimento dei rifiuti edili

Tutto ciò che sono prodotti di scarto di lavori di ristrutturazione, come ad esempio macerie e calcinacci, rappresentano dei rifiuti molto particolari ed inquinanti e non possono essere conferiti nelle tradizionali discariche cittadine dove si trovano i comuni scarti prodotti quotidianamente. Essi richiedono bensì delle aree apposite, in cui possono essere trattati e, grazie ad impianti di trasformazione, in parte anche riciclati e riutilizzati.

Quali sono questi scarti prodotti da lavori di ristrutturazione

Durante tale genere di interventi si va a produrre una notevole gamma di rifiuti composti da svariati materiali, tra cui legno, plastica, laterizi, calcestruzzo, metallo ed altri ancora. Tutti con differenti modalità di trattamento e smaltimento. Un esempio sono le terre e le rocce da scavo (non rientranti tra l’altro tra i rifiuti in senso stretto), che vanno separate invece dai materiali inerti e da quelli combustibili. Un processo di selezione che deve essere svolto in maniera attenta ed accurata, per evitare errori e conseguente rischio di inquinamento.

Chi deve smaltire questo materiale di scarto e come si ricicla

La normativa italiana indica che lo smaltimento dei rifiuti edili spetta a coloro che li producono e quindi alla società responsabile dei lavori di ristrutturazione. Nel caso in cui invece si svolgesse un lavoro per conto proprio e senza l’ausilio di imprese specializzate, tale operazione spetterebbe al singolo privato.

Mettendo da parte i materiali pericolosi, una buona parte dei rifiuti prodotti possono essere trattati e riciclati, per poter essere riutilizzati nuovamente. Un esempio di questo genere sono gli scarti in calcestruzzo, che possono essere usati per realizzare dei sottofondi stradali oppure trasformati per produrre nuovo calcestruzzo. In questo modo non solo si rispetta l’ambiente, ma si evitano anche sprechi di materiali ancora utili.