Quali sono i trattamenti consentiti per l’estumulazione

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La materia delle estumulazioni (per informazioni clicca qui) è disciplinata dagli articoli 86, 87, 88, 89 del DPR 285/90, il Regolamento nazionale di polizia mortuaria, che stabilisce il carattere delle tumulazioni il cui fine è il trasferimento o traslazione di un feretro verso un’altra sepoltura e che consiste nell’apertura della nicchia muraria e della bara per la ricognizione dello stato del cadavere – solitamente allo scadere  della concessione – e la riduzione dei resti ossei in una cassetta ossario per liberare spazio da destinare a un nuovo feretro. Qualora all’atto dell’estumulazione si rinvengano fenomeni cadaverici di tipo conservativo – ovvero il corpo non si è scheletrizzato – si procede secondo quanto stabilisce la Circolare Ministeriale n. 10 del 31 luglio 1998.

Cosa è lecito fare durante l’estumulazione

L’art. 87 del citato DPR vieta il ricorso a metodi violenti come la frattura degli arti o delle ossa per poter introdurre forzatamente i resti in casse di dimensioni ridotte. Di conseguenza, è proibito spezzare corpi intatti; solo le ossa che si distaccano spontaneamente dalle articolazioni per i processi di scheletrizzazione possono essere racchiuse in cassetta e condotte all’ossario o, in mancanza di disposizioni dei parenti, introdotte in forma promiscua nell’ossario comune.

Chi può eseguire l’estumulazione

L’esecuzione delle operazioni è consentita solo al gestore del cimitero alle seguenti condizioni:

  • Con il consenso dei familiari o aventi diritto del de cuius (il coniuge superstite ha titolo privilegiato, mentre i familiari di pari grado devono essere unanimi);
  • In assenza di disposizioni testamentarie contrarie da parte del de cuius.
  • A titolo di trasferimento della salma in seguito alle verificate condizioni (solo ossame, stati di mummificazione, saponificazione, corificazione, inconsunti per i quali è prevista una nuova inumazione, oppure la sepoltura in campo per accelerare la degradazione dei tessuti o, infine la cremazione).

In caso di concessione scaduta, il personale necroforo provvede d’ufficio alla rimozione dei feretri dopo averne data pubblica notizia e informato i titolari. Alle operazioni devono essere presenti pet legge:

  • Un addetto al servizio di custodia che accerti la correttezza che la tomba in oggetto sia quella giusta procedendo alla rimozione della lapide;
  • Un operatore dell’azienda sanitaria locale per valutare lo stato del feretro (se chiuso a norma di legge con vasca zincata a tenuta stagna, resistenza del cofano) e della salma al suo interno (se inconsunta o pronta per il conferimento in ossario).

Ulteriori passaggi

L’apertura della cassa deve essere effettuata nell’apposita camera mortuaria in condizioni di sicurezza e alla sola presenza dei familiari e degli operatori addetti al fine di tutelare l’igiene pubblica dai miasmi cadaverici. Non si deve aprire la cassa con fragore o rompendola con violenza, bensì è sufficiente – scoperto il cofano di legno, incidere lungo il bordo la lamina metallica.

Ai fini del corretto smaltimento dei rifiuti da attività cimiteriali, le ossa umane devono essere accuratamente separate dagli assi di legno, stracci, brandelli di abiti, imbottiture, maniglie, rottami di lamiera. È vietato lasciare ossa, seppur frammenti, nelle casse da avviare in discarica. Le ossa del corpo umano – anche se non del tutto sciolte – devono essere manipolate con delicatezza e senza manovre brusche, con rispetto, senza torsioni, strappi volti a lacerare eventuali tessuti residui. Tutta la normativa a riguardo è volta alla pietas. Ciò significa che qualsiasi violazione alle procedure e trasgressioni devono essere segnalate al responsabile del servizio di custodia che a sua volta denuncerà le violazioni al sindaco in quanto titolare del controllo sui servizi cimiteriali e autorità giudiziaria in materia di vilipendio di cadavere. Per saperne di più, consulta il sito Funeraliroma.it.